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08 04 2022

Un approccio integrato per il riciclo del settore cartario

Nei momenti di difficoltà il settore cartario ha dimostrato un’ottima tenuta e le prospettive per il futuro sono buone, soprattutto se si arriverà a un approccio integrato capace di potenziare il mercato nazionale a livello internazionale. È questo il messaggio lanciato oggi in occasione di un convegno organizzato da Comieco e dal Sole 24 Ore.

“All’inizio del secolo siamo partiti con una raccolta di un milione di tonnellate di riciclo, che negli anni sono diventate 3,5 milioni – ha detto Alberto Marchi, presidente di Comieco – Oggi circa un milione di tonnellate di cartone sono ancora smaltite nelle discariche e questo significa che ci sono ancora interessanti margini di miglioramento”.

In questo periodo si assiste a un’importante metamorfosi del settore cartario. L’Italia è diventato un paese esportatore di macero e ha molto incrementato la domanda interna di maceri, con possibilità di un’ulteriore crescita. Bisognerà, però, rispondere alla sfida dell’economia circolare con una continua modernizzazione.

 

La ricerca sul mercato del macero

Marco Frey della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha presentato i risultati di una ricerca che analizza il contesto relativo al mercato del macero nel panorama nazionale e internazionale. Due eventi, in particolare, hanno inciso sullo scenario: nell’agosto 2017, la chiusura del mercato cinese alle importazioni di rifiuti e più di recente la pandemia.

La decisione della Cina ha avuto un impatto negativo soprattutto a livello europeo, mentre in Italia l’andamento della raccolta differenziata di carta e cartone è passato da 3,38 trilioni di tonnellate nel 2018 a 3,52 nel 2019 (con una crescita di circa il 4%). Anche nel nostro Paese si è peraltro registrata una riduzione dell’export del 4,6%, ma inferiore a quella dell’Europa, che ha avuto un calo dell’11,3%. Per tutti è nata la necessità di individuare nuovi mercati di sbocco.

La differenza tra Europa e Italia si è confermata anche durante la pandemia: a livello europeo c’è infatti stato un calo del 2%, mentre nel nostro Paese è stato solo dello 0,6%. “In Italia il settore cartario è stato considerato essenziale con impianti che sono rimasti aperti – ha spiegato Marco Frey – Questo ha permesso di ridurre l’impatto dello shock. Si è registrato un calo delle quotazioni nella fase iniziale, che sono poi tornate a crescere”.

In Italia, il consumo interno di macero è aumentato, come anche il valore dell’e-commerce. Le crisi hanno comunque evidenziato alcune criticità della filiera e le condizioni hanno reso il mercato instabile e volatile. Le criticità sono state soprattutto i rischi legati alla mancata diversificazione degli sbocchi di destinazione del macero e delle fonti di approvvigionamento di materie prime, la necessità di potenziare la logistica e i trasporti, la gestione troppo onerosa per gli scarti di lavorazione provenienti dagli impianti di recupero e dalle cartiere, sommati ai costi elevati per l’energia.

 

Le otto aree di intervento

I profili di intervento identificati sono:

  1. diversificazione dei mercati di sbocco dell’export;
  2. aumento della capacità produttiva interna;
  3. sviluppo di nuove applicazioni per l’utilizzo del macero e incentivazione all’utilizzo di prodotti contenuti nei materiali riciclati;
  4. diversificazione delle fonti di approvvigionamento di fibre vergini;
  5. miglioramento della logistica;
  6. diversificazione delle modalità di trasporto;
  7. sviluppo di soluzioni impiantistiche innovative;
  8. utilizzo di fonti di energia alternative.

“Queste misure e intenti dovrebbero trovare incentivo e regolamentazione a livello normativo – ha concluso Frey – Il settore è sano e ha una dinamica di aumento della capacità produttiva da valorizzare, con particolare attenzione al profilo energetico”.

 

 

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