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01 02 2022

Speranza, ripresa e cambiamento le parole d’ordine per il 2022

Le parole chiave del 2022 saranno “speranza” (la indica il 32% del campione “consumer”), “ripresa” (16%) e “cambiamento” (15%), ma rispetto al 2021 anche il “timore” aumenta e passa dal 3% al 7%.

Questa è la fotografia scattata da due indagini dell’Ufficio Studi Coop: una in  collaborazione con Nomisma, “2022, Coming Soon – Consumer” su un campione rappresentativo della popolazione italiana, e  “2022, Coming Soon – Manager”, basata sulla community di esperti del sito italiani.coop.

Dagli studi emerge una preoccupazione per l’instabilità politica, tra quasi un manager su due, e l’aumento dei prezzi.

D’altro canto, si spera ovviamente in una fine della pandemia e si considera importante prendersi cura di sé (57%), cercare un nuovo equilibrio tra lavoro e vita privata (56%) e rivedere le proprie priorità (55%) anche iniziando una nuova vita (21%).

Cresce la sensibilità ambientale: il climate change è considerato un problema più serio  di quanto sia percepito (78%) su cui bisognerebbe intervenire con grande urgenza (82%).

Per contribuire,  il 97% si dichiara disponibile a cambiare almeno alcune delle proprie abitudini, tra cui acquistare lampadine a basso consumo (80%) ed evitare sprechi alimentari (61%).

 

Dalla carne sintetica all’auto autonoma

E il futuro? Circa nove italiani su 10 pensano che si potrà viaggiare nello spazio entro il 2050 e il 57% è convinto che entro il 2030 la realtà virtuale farà parte della quotidianità.

Per quella data, quattro italiani su 10 si aspettano di mangiare carne sintetica e il 37% prevede di circolare per le strade con auto a guida autonoma. 

Per gli esperti, nel prossimo decennio le nuove fonti energetiche (58%), i big data (38%) e le biotecnologie (35%) porteranno ai maggiori impatti economici e sociali.

A fare le spese della pandemia sarà soprattutto il tempo libero. Nel 2022, gli italiani risparmieranno su ristoranti e bar (-13%), concerti e spettacoli (-12%), cinema (-10%), teatri e musei (-9%).

 

Il salutismo a tavola

Le rinunce riguarderanno invece meno la tavola, dove si prediligerà sempre di più il cibo del territorio e l’alimentazione biologica e salutista.

Per i manager del settore quest’anno sarà caratterizzato dalla marca del distributore, vista come la soluzione per ottenere un buon rapporto qualità-prezzo.

 

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