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01 04 2022

Metaverso, benvenuti nel mondo virtuale

Metaverso è un neologismo che nasce dall’incontro tra le parole meta e universo.  Rappresenta il nuovo mondo virtuale destinato a farci entrare nel Web 3.0, che rivoluzionerà i comportamenti online nostri e dei brand. Se ne è parlato oggi al webinar “WTFuture-Metaverse Edition”, organizzato da We Are Social.

 

Gli investimenti dei brand

Come nasce il crescente interesse degli ultimi tempi nei confronti del metaverso? “Una spinta è arrivata da tutta una serie di nuove tecnologie di nicchia, che hanno acquisito dimensioni maggiori: mi riferisco, ad esempio, a bitcoin e Nft – ha risposto Luca Della Dora di We Are Social – Altri fattori che hanno influito sono stati l’annuncio di Facebook di investire nel metaverso, con un cambio anche di brand, e l’aumento di vendite e contenuti di oculus, i visori per la realtà virtuale. Tutto questo ha fatto aumentare l’interesse e per averne una conferma è sufficiente vedere l’impennata di ricerche della parola metaverse su Google. Diversi grandi brand hanno poi iniziato a sperimentare sempre di più in questa area per capire quali sono le potenzialità”.

A incidere sono stati anche tre fattori culturali:

  • la generazione Z è nata imparando a socializzare con il mondo virtuale e ha quindi familiarità con questi ambienti;
  • la pandemia ha spinto a cercare nuovi modi di comportamento;
  • il modo di esprimersi a livello digitale è in continua espansione e presto si inizierà a vestire gli avatar digitali in un certo modo perché possano rappresentarci come preferiamo.

 

L’era del Web 3.0

“Il Web 3.0 non è un mondo completamente nuovo, ma un’evoluzione di quello che è stata la rete finora – ha spiegato Della Dora – Dal 1989 al 2005 c’è stato il Web 1.0, statico, in cui si leggevano i media tradizionali, che dal 2005 è diventato il Web 2.0 con l’avvento dei social, in cui è stato possibile creare contenuti. Ora abbiamo iniziato la fase di decentralizzazione basata sui concetti di spazio immersivo e possesso, perché sarà possibile anche la certificazione”.

Il Web 3.0 offre ai brand l’opportunità di posizionarsi nel futuro: è una nuova fonte di valore economico, un nuovo marketplace in grado di generare revenue. Il metaverso non è un luogo chiuso, ma un processo che può portare da qualche parte. Il mondo del gaming è già abituato a questo genere di spazio: qui si può giocare, ma anche lavorare, socializzare, vendere, acquistare, scambiare.

 

Le tre macrocategorie

In realtà non esiste un metaverso, ma molti metaversi: alcuni chiusi e altri aperti, in cui è richiesta più o meno tecnologia. Non va considerato come una forma monolitica. Può essere suddiviso in tre macrocategorie:

  • realtà virtuale (la visione di Mark Zuckerberg);
  • realtà aumentata;
  • mondi virtuali con vere e proprie economie.

Secondo uno studio di Goldman Sachs, entro il 2036 il 25% delle persone trascorrerà almeno un’ora al giorno nel metaverso, mentre Gartner prevede che entro il 2026 il 30% dei brand avrà una rappresentazione in questo mondo.

“Non bisogna aver paura di sperimentare le nuove tecnologie – ha concluso Della Dora – Non si deve neanche entrare nel metaverso solo per essere presenti, ma farlo in modo ponderato, coerente con il posizionamento del proprio brand”.
Per le aziende, replicare quello che fanno di solito nel mondo reale non è la strada giusta. Bisogna capire che si entra in un mondo diverso, con altre regole. È consigliabile rimanere fedele ai propri valori, alla propria identità e creare valore digitale in quello che è il valore intrinseco del brand.

 

Il mondo di Sandbox

Serena Tabacchi del Museo di arte digitale contemporanea, ha spiegato che la piattaforma Sandbox è un mondo virtuale che esiste nello spazio della blockchain. Il suo ecosistema open metaverse è composto da:

  • contenuti (creator, Nft);
  • cultura (brand);
  • economia (lavori digitali);
  • blockchain (standard e protocolli);
  • esperienza (dal gioco agli incontri).

“Esiste una simulazione del reale in una situazione irreale con tutte le possibilità offerte dalla blockchain – ha spiegato Serena Tabacchi – Ci sono gli avatar, che sono la nostra rappresentazione in questo ambito virtuale. Il metaverso è un mondo in cui si potrà, ad esempio, prendere un caffè con il proprio idolo, entrare in una community e influenzare ciò che avviene in questo spazio. Creerà accessibilità a mondi anche distanti tra loro”.

 

 

 

 

 

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