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12 07 2021

Mercato digitale, nel 2021 crescerà del 3,5%

Quest’anno il mercato digitale raggiungerà un valore di 74 miliardi di euro, con una crescita del 3,5% rispetto al 2020. Ma l’utilizzo dei fondi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) potrebbe addirittura raddoppiare il tasso di incremento previsto. Sono questi alcuni dei dati più significativi contenuti nel Rapporto Anitec-Assinform “Il digitale in Italia 2021”, presentato in occasione dell’evento “Digitale per crescere”.

 

Due milioni di nuovi consumatori di e-commerce

Giancarlo Capitani, presidente di NetConsulting cube, è partito da un’analisi dei risultati del 2020, che hanno registrato un calo del mercato digitale dello 0,6%. Un dato comunque anticiclico perché la decrescita è stata inferiore a quella del Pil. Se poi si analizzano i dati più in dettaglio si nota anche che sono aumentati di due milioni i nuovi consumatori di e-commerce, i pagamenti digitali e l’Internet banking sono cresciuti del 25% e la vendita di notebook del 28%.

“Lo smart working e i servizi digitali hanno sostenuto l’andamento anticiclico del mercato – ha detto Capitani – Cloud e cybersecurity sono stati protagonisti tra i digital enabler, pubblica amministrazione e sanità hanno registrato le crescite maggiori, telecomunicazioni e banche hanno tenuto, mentre risultati negativi sono arrivati da travel e industria. Bisogna evidenziare che la reazione all’emergenza ha ampliato i divari digitali nel sistema delle imprese”.

 

I quattro asset per la ripresa

Quali sono le previsioni per il 2021? Al di là dei dati generali, i digital enabler traineranno la crescita del mercato, in particolare intelligenza artificiale, blockchain e cloud. La crescita maggiore del digitale è prevista nell’industria, seguita da pubblica amministrazione, sanità e assicurazioni.

Si assisterà a una riduzione del ritardo dell’Italia rispetto a molti paesi europei e un ruolo importante l’avranno i 40 miliardi di euro del Pnrr, che porteranno molti vantaggi, ma anche dai pericoli.

Se da parte consentiranno infatti una crescita superiore a quella fisiologica, dall’altra ci può essere il rischio di uno sviluppo a silos dei singoli progetti e della mancanza di cooperazione tra pubblico e privato. Per evitare questi potenziali problemi è necessario combinare approccio sistemico e sviluppo dal basso.

I quattro asset fondamentali sono:

  • competenze digitali;
  • trasformazioni digitali delle imprese;
  • digitalizzazione dei sistemi pubblici;
  • infrastrutture digitali sicure e sostenibili.

“Ci vuole un patto per l’Italia a cui tutti dobbiamo aderire e dare un contributo”, ha concluso Capitani.

 

Una nuova normalità sostenibile e digitale

Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform, ha sottolineato come l’industria Ict sia stata protagonista della resistenza alla crisi e sia stata capace di rispondere a una domanda nuova. Durante la pandemia le aziende che hanno saputo utilizzare le tecnologie sono rimaste sono rimaste sul mercato e hanno continuato a competere.

“Ora dobbiamo costruire una nuova normalità, più sostenibile e digitale – ha detto Gay – Bisogna investire sulla crescita e puntare sull’innovazione. Sono necessarie semplificazione, riforme, politiche attive, cambio di passo della pubblica amministrazione, digitalizzazione e sviluppo di nuove competenze. La rivoluzione digitale deve mettere al centro i servizi e non solo gestire i processi”.

Per le aziende il digitale è l’arma più efficace per ridurre il gap di competitività ed è quindi indispensabile un poderoso piano di investimenti in questa direzione.

 

Obiettivo ridurre i divari

Secondo Cesare Avevia, presidente di Confindustria Digitale, abbiamo grandi opportunità da cogliere e dobbiamo regalare alle prossime generazioni un paese più moderno e meno burocratico. “Bisogna recuperare i divari che ancora esistono tra Nord e sud, tra grandi aziende e Pmi – ha detto – Per fare questo è necessaria la continuità di politiche efficaci”.

Vincenzo Amendola, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio per gli Affari europei, ha detto che non è più tempo di spiegare le opportunità, ma di agire per trasformare l’economia italiana con un rafforzamento del digitale e dell’economia sostenibile.

“Per usare una metafora calcistica l’arbitro ha fischiato e l’Italia deve giocare per ottenere un risultato positivo – ha spiegato – Dobbiamo lavorare sulle riforme e sul pilastro delle innovazioni. Negli anni del boom economico l’Italia si unì con l’Autostrada del Sole, ora dobbiamo fare lo stesso con le infrastrutture digitali”.

Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, ha sottolineato l’importanza di investire sul nostro sistema produttivo in un’ottica di grande trasformazione digitale. “Nonostante le tante difficoltà siamo di fronte a un momento magico – ha concluso Bonomi – Ci sono tutte le premesse per crescere, ma bisogna rispondere alle grandi disuguaglianze di questo Paese e questo è il momento giusto per farlo”.

 

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