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29 05 2020

Italia, il Food & Grocery online vale 2,5 miliardi di euro (+55%)

Il Food & Grocery online ha registrato nei giorni del lockdown un vero e proprio boom e la stima per il 2020 è di un valore di 2,5 miliardi di euro, con un incremento del 55% pari a circa un miliardo in più rispetto a un anno fa. Il dato emerge dall’Osservatorio eCommerce B2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, presentato oggi al convegno in streaming “Food & Grocery…ora l’online è di casa!”.

 

Domanda online di alimentari decuplicata

“Alla fine dell’anno scorso il Food & Grocery era il settore più dinamico online e cresceva a un ritmo del 40%, ma aveva un tasso di penetrazione solo dell’1,1% del valore totale degli acquisti retail dei consumatori italiani – ha detto Riccardo Mangiaracina, responsabile Scientifico dell’Osservatorio – Con il lockdown la domanda online di prodotti alimentari è a volte addirittura decuplicata e ha messo in difficoltà alcuni operatori dell’e-commerce. Questo ha fatto comprendere la necessità di potenziare l’offerta per adeguarla alla nuova realtà”.

 

Molte barriere d’acquisto sono cadute

Anche Valentina Pontiggia, direttore dell’Osservatorio, ha ricordato come l’e-commerce fosse già un motore di crescita di tutto il retail prima del lockdown, quando il Food & Grocery online valeva 1,6 miliardi di euro. Con l’emergenza c’è stata un’accelerazione: l’e-commerce è cresciuto, molte barriere d’acquisto sono cadute ed è stato potenziato il servizio d’acquisto da parte dell’offerta. Sono saliti settori come Food & Grocery, pet food, informatica ed elettronica, mentre sono calati turismo e abbigliamento.

La penetrazione del comparto è salita all’1,6%, lo scontrino medio è stato di 63 euro e l’incidenza dello smartphone negli ordini è arrivata al 58%. Le categorie di prodotto nell’alimentare online hanno avuto questa distribuzione: secco (46%), fresco (41%), alcolici (7%), bevande (4%) e surgelati (2%).

Nei giorni del lockdown il grocery alimentare ha inciso per il 40%, il food delivery per il 33% e l’enogastronomia per il 27%. Nel 54% delle province è stata attivata almeno una nuova iniziativa da spesa online da supermercato. Gli italiani che ora hanno un accesso potenziale sono il 73%.

“Gli attori del Food & Grocery hanno fatto un grande sforzo per affrontare la situazione – ha detto Valentina Pontiggia – Si è investito in tecnologie ed è aumentata la capacità operativa, ma a volte non è bastato per soddisfare la domanda. È però cresciuta una forte consapevolezza che porterà a nuove strategie, in grado di sostenere una crescita del canale e-commerce con un’ottimizzazione dei processi. L’e-commerce ha ora acquisito una maggiore centralità e si è assistito anche a una revisione del punto vendita, con una spinta verso la prossimità e all’uso del digitale anche nello store. Tra le Pmi, molti negozi sono andati online per la prima volta e hanno usato il digitale, anche se magari solo per prendere ordini tramite WhatsApp, e il 75% ha attivato almeno un nuovo modello di vendita a gestione diretta”.

Nel prossimo futuro, quali modelli di retail emergeranno con più forza? I fattori importanti saranno soprattutto tre:

  • attenzione al prezzo;
  • attenzione al servizio (anche da parte delle Pmi);
  • integrazione omnicanale.

 

Boom del click & collect

Roberto Liscia, presidente di Netcomm, ha sottolineato che siamo arrivati a 29 milioni di consumatori online e il 70% dei nuovi shopper continuerà ad acquistare sul Web anche una volta terminata l’emergenza.

“La crescita dell’e-commerce durante il lockdown è stata elevata, ma l’aspetto più significativo è stato l’incremento del 349% del click & collect, che consente il ritiro della spesa senza contatto – ha detto Liscia – In futuro si può prevedere una domanda focalizzata su beni essenziali con posizionamento di convenienza, sensibilità al prezzo e valorizzazione della safe experience”.

Quest’ultima comporta l’allestimento di un negozio in sicurezza che permetta l’acquisto veloce, l’adozione di metodi di pagamento no contact e gli ingressi su prenotazione.

Come evolverà il proximity commerce? “Nei prossimi mesi il nuovo retail dovrà accelerare ancora il cambiamento, rafforzare la componente di servizio e fornire nuovi ruoli agli spazi fisici”.

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