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22 05 2024

Intercettare i pregiudizi inconsapevoli per usare un linguaggio inclusivo

“Le aziende si trovano a fare i conti con il mondo che cambia e devono imparare a usare un linguaggio inclusivo per motivi di necessità, oltre che per aspetti etici. Per questo nella comunicazione è importante intercettare i pregiudizi inconsapevoli ed evitare parole che possano creare disagio a qualcuno”.

Lo ha detto Marco Di Marco, Ceo di Take Group, intervenuto a Sky Inclusion Days, l’evento dedicato ai temi dell’inclusione e della diversità, che si è tenuto al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano.

Inclusive Talk

Come intercettare questi pregiudizi inconsapevoli? “Abbiamo creato Inclusive Talk, uno strumento basato sull’intelligenza artificiale che promuove un linguaggio inclusivo. Utilizza la conoscenza collettiva per trasformare i testi, tenendo in considerazione anche il loro contesto”.

Guarda al minuto sei il video del suo intervento, che è stato trasmesso in diretta su Sky Tg24 Primo Piano.

Il Manifesto della comunicazione non ostile

Sempre nell’ambito della sessione “Esistono le parole giuste?” è intervenuto Giuseppe Musci, Head of Diversity, Inclusion & Bigger Picture di Sky Italia.

“Abbiamo firmato il Manifesto della comunicazione non ostile di Parole O_Stili e da lì siamo partiti per creare Dubby, un vocabolario che possono usare tutti per scegliere le parole più giuste e inclusive da usare quando si hanno dubbi – ha spiegato – Un’altra nostra iniziativa è stato un workshop dedicato a queste tematiche”.

Rosy Russo, presidente di Parole O-Stili, ha ricordato che il Manifesto della comunicazione non ostile è stato creato per scrivere delle regole che consentano di vivere con maggiore attenzione il mondo digitale.

“Le parole sono fondamentali e fanno la differenza perché ci rappresentano, raccontano chi siamo – ha detto – Le parole sono importanti nell’inclusione perché aiutano a sentirsi più accolti”.

L’inclusione è un investimento per lo sviluppo economico

Lucia Urgioli, presidente di Edge, si è soffermata sulla questione dei diritti delle persone LGBT+.

“In Italia, la situazione su questi diritti può essere vista in bianco e nero – ha detto – Bisogna puntare su più diritti perché questo porta anche più ricchezza e attrattività per il Paese. L’inclusione è, infatti, un investimento per lo sviluppo economico. Bisogna poi considerare che dove crescono i diritti per qualcuno crescono per tutti”.

Secondo Lucia Urgioli, in questo contesto le imprese sono grandi alleate perché hanno capito che è una questione collegata anche alla loro crescita di competitività.

Comicità e linguaggio inclusivo

Giorgio Gherarducci e Marco Santin della Gialappa’s Band hanno affrontato il tema del rapporto tra comicità e linguaggio inclusivo, in cui è difficile trovare il giusto equilibrio. “Si possono fare battute, ma non devono essere gratuite”, hanno spiegato.

Marcella Cesena, regista e comico, ha aggiunto di attenersi alla regola “Ridere e non deridere qualcuno”.

I pregiudizi sulla disabilità

Francesca Vecchioni, presidente della Fondazione Diversity, ha sottolineato che esistono ancora molti pregiudizi sulla disabilità. “Troppo spesso si usano immagini pietistiche – ha detto – Anche nel mondo del lavoro si guarda più alla disabilità che alle competenze delle persone. Occorre quindi fare un salto di qualità per essere davvero inclusivi”.

L’autenticità della comunicazione

Francesca Manili Pessina, EVP Human Resources and Facility Management Sky Italia, ha ricordato i problemi di accessibilità già dalla formazione, che è poi il tramite per accedere al mondo del lavoro.

“Fortunatamente le nuove generazioni, soprattutto la Gen Z, sono più attente a questi valori, che per loro sono più naturali – ha concluso – È importante che le aziende comunichino l’inclusività in modo autentico con le immagini e la parole giuste, che fanno sempre la differenza”.

 

 

 

 

 

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