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13 10 2020

Il rilancio dell’economia italiana dopo il Covid

Come deve affrontare il mondo post-coronavirus l’economia italiana? Se ne è parlato in occasione della seconda giornata di “Made in Italy: the Restart“, l’evento organizzato online dal Sole 24 Ore.

In futuro un ruolo sempre più importante l’avranno i punti di forza italiani: design e food, ad esempio.

 

Investire nel Made in Italy

Giovanni Savorani, presidente di Confindustria ceramica, ha detto: “Siamo convinti che nei prossimi mesi l’effetto post coronavirus porterà molte persone ad investire sulla propria casa e anche per il settore pubblico sarà lo stesso. In questa ristrutturazione la ceramica avrà un ruolo di rilievo anche perché la ceramica ha tutte le caratteristiche per venire incontro alle esigenze di sanificazione che si sono verificate a seguito dello scoppio dell’epidemia di coronavirus. Ci sono già molte aziende che hanno certificato la resistenza del loro prodotto agli agenti chimici di sanificazione”.

“Bisogna investire nel Made in Italy. Lo devono fare i privati, che investono poco, e anche i grandi investitori istituzionali perché in Italia ci sono imprese e servizi di alto livello – ha spiegato Alessandro Binello, Ceo di Quadrivio Group- In caso contrario,  un salto di qualità sarà difficile mancando le risorse e la tecnologia necessaria. Tuttavia sono ottimista: Italia uscirà bene dalla crisi perché gli italiani imparano velocemente. Le imprese sono state molto resilienti e impareranno ad essere digitali prima che in altre nazioni”.

“Abbiamo dei gioielli in mano – ha detto Paolo Barilla, vicepresidente di Barilla – e dei disciplinari che li proteggono, ma non dobbiamo fare l’errore di restare nel passato. L’alimentazione e il gusto hanno un’evoluzione e dobbiamo stimolarli. Dobbiamo guardare all’innovazione: quelli del mobile, delle luci e delle piastrelle l’hanno fatto, mentre nel cibo si usano le tradizioni ed è un valore, ma soprattutto la fascia dei giovani apprezza il movimento. Se abbiniamo le due cose, nessuno ci ferma”.

 

Digitalizzazione, una leva per la ripresa 

Il digitale sarà una delle leve per ripartire. Ne ha parlato nel suo intervento il vicepresidente per le filiere le medie imprese di Confindustria Maurizio Marchesini: “Stiamo chiedendo al governo di rilanciare in grande la digitalizzazione dell’industria, è quello che bisogna fare col Recovery Fund. Abbiamo chiesto di stabilizzare per tre anni i provvedimenti di tipo fiscale, rendere più attrattive le aliquote e applicare al 4.0 quanto fatto con l’ecobonus”.

“La pandemia ha mostrato i limiti che abbiamo, ha evidenziato le criticità tra cui l’accesso ai servizi sanitari che è uno degli elementi più importanti della nostra vita anche economica”. ha detto Sergio Dompè, presidente e ad del gruppo Dompe’ nel corso del suo intervento al convegno de Il Sole 24 Ore e Ft “Made in Italy: The restart”.

“Sull’onda di questa gravissima crisi occorre ripartire con modelli diversi, reshaping della sanità, del sistema ospedaliero, riguardare la rete dei presidi territoriali .- ha concluso Sergio Dompè, presidente e ad del gruppo Dompè – “Bisogna identificare una rete che ci informi e ci dia segnali iniziali dei pericoli che potremmo vivere”. In generale o vinciamo tutti assieme, con la diagnostica, la sostenibilità o altrimenti è un problema per tutti  Credo che bisogna cambiare gli approcci”.

 

 

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