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25 03 2022

IAB Data Day, inizia l’era dell’empatia

I dati determineranno sempre di più quali saranno le aziende vincenti. Se ne è parlato in occasione dello IAB Data Day, che ha ribadito come siano il principale patrimonio per le imprese capaci di trasformarli.

“Bisogna partire da una premessa: oggi la scala dei valori è cambiata, contano il senso di appartenenza e sicurezza più dell’autoaffermazione, che era più rilevante in passato – ha detto Luisella Giani di Oracle – Il contesto è caratterizzato da continua crescita dei social network, boom dell’e-commerce, revisione della supply chain, utilizzo del mobile per health & safety. E le aziende si preparano all’apocalisse dei cookie”.

 

Dalla customer experience alla customer loyalty

In questo scenario si parla molto di customer experience, ma anche di customer loyalty: il cliente diventa fedele perché si identifica con il brand e i suoi valori.

Le aziende diventano sempre di più data-driven perché i dati aiutano non solo a capire i comportamenti dei clienti, ma anche ad anticiparli e questa è anche una forma di empatia.

Per uscire dai data silos è fondamentale orchestrare i dati all’interno dell’azienda e connetterli in tempo reale. Facilitare omnicanalità e multicanalità, prevedere le intenzioni, i comportamenti e le preferenze espresse dai consumatori: tutto questo può essere fatto con una CDP (Customer Data Platform).

 

Trasformare i clienti in fan

“Oggi, nel mondo della loyalty, emerge una tendenza che evidenzia come lo sconto funzioni sempre meno – ha spiegato Luisella Giani – Stiamo entrando nell’era dell’empatia e il contesto difficile degli ultimi anni ha accelerato la transizione. Quello che emerge è la definizione di campagne loyalty in grado di favorire la raccolta di zero party data. Bisogna trasformare i clienti in fan che siano anche membri attivi della community”.

 

L’intelligenza artificiale nella creatività

L’utilizzo dell’AI apre nuove opportunità per lo sviluppo della creatività. In particolare, l’artificial intelligence può essere utilizzata per analisi del mercato, predizione dei risultati e global testing.

“Il panorama pubblicitario cambia, è in costante evoluzione e offre opportunità alle nuove formule creative – ha spiegato Fabrizio Da Col di Kantar – Sviluppare creatività in periodi di crisi e incertezza rende ancora più importante capire cosa guida le performance della comunicazione”.

L’intelligenza artificiale permette, ad esempio, di fare benchmarking, usare la metanalisi per individuare le best practice, verificare quali copy adottare in base ai diversi canali, paesi e settori.

“L’AI non sostituisce completamente i test sulle persone, ma è utile soprattutto in situazioni particolari in cui c’è bisogno di velocità e una grande mole di dati da gestire – ha concluso Da Col – Permette infatti scalabilità, real-time, ambiente sicuro ed efficienza dei costi”.

 

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