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13 05 2022

Dopo la pandemia il 46% delle aziende europee punta sulla digitalizzazione

In Europa, dopo la situazione di emergenza creata dal Covid il 46% delle imprese ha investito per una maggiore digitalizzazione. Il dato è contenuto nello studio “Digitalisation in Europe” realizzato dalla Bei, la Banca europea per gli investimenti.

Secondo la ricerca la pandemia ha portato un forte impulso alla digitalizzazione, ma rimangono differenze tra le grandi imprese e le Pmi, con quest’ultime in ritardo.

I dati cambiano inoltre in modo significativo a seconda delle aree geografiche: sale al 48% nell’Europa centrale e settentrionale, contro il 43% di quella meridionale e il 37% dell’area centrale e orientale.

 

L’Italia crede nelle tecnologia avanzate 

E l’Italia? Si ferma al 40%, un dato inferiore alla media europea. Ma se si analizzano in dettaglio i dati si scopre che con il 65% facciamo meglio dell’Ue (61%) per l’adozione di tecnologie avanzate quali stampa 3D, Internet of things, robotica, big data, intelligenza artificiale, droni, realtà aumentata e virtuale.

 

Il gap con gli Usa 

Meglio ancora fanno però gli Stati Uniti, con una percentuale di imprese che investono su tecnologie innovative leggermente superiore e pari al 66%.

Il divario con gli Usa è ancora maggiore per il fatto che circa un dipendente su tre nell’Unione europea dichiara di lavorare per un’impresa sprovvista di tecnologie digitali avanzate e che non ha investito nella digitalizzazione, contro a circa uno su cinque negli Stati Uniti.

 

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