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28 09 2021

Digital audio, in Italia crescono i consumi

In Italia i consumi di digital audio continuano a crescere e nel 2021 la spesa dei consumatori ha raggiunto un valore di 2.944 milioni di euro, con un incremento del 21% rispetto all’anno precedente. In aumento anche la raccolta advertising in questo ambito, pari a 1.059 milioni di euro (+9%). È quanto è emerso oggi durante il convegno “Digital audio: music, podcast & audiobook” organizzato dal Politecnico di Milano.

 

Gaming e live streaming in aumento

“A livello mondiale assistiamo a un incremento del mercato dei contenuti digitali e del tempo speso online dagli utenti – ha premesso Samuele Fraternali del Politecnico di Milano – La crescita del valore del mercato dei digital media è dell’8,2% negli Stati Uniti, del 10,8% in Cina e del 7,3% in Europa. I tassi maggiori riguardano il gaming e il live streaming”.

Anche in Italia il gaming incide per ben 1.725 milioni di euro sulla spesa, seguito dal video entertainment con 807 milioni, ma a trainare il comparto è soprattutto la musica.

“I contenuti musicali sono trasversali a livello generazionale, mentre podcast e audiolibri, che registrano un incremento significativo, sono più seguiti tra gli under 40”, ha spiegato Antonio Filoni di Bva-Doxa.

Qual è la prima attività online svolta nel tempo libero? Secondo l’indagine la ricerca di news (39%), seguita da musica (23%), video di intrattenimento (18%) e videogame (10%). Nel tempo medio dedicato alle varie attività online a essere privilegiata è la musica.

 

Il 33% degli italiani acquista contenuti digitali

Un italiano su due spende per fruire di contenuti digitali con una prevalenza dei video, ma anche in questo caso la musica svolge un ruolo importante. Nel 2021, il budget di spesa è aumentato del 42% e gli aspetti che vengono considerati con più attenzione sono il prezzo e la qualità della fruizione.

Il 19% degli intervistati ha ammesso di aver fruito di contenuti illegali. Tra i motivi, i costi eccessivi e un’offerta ritenuta di qualità insufficiente per giustificare un abbonamento.

“La pirateria oggi riguarda soprattutto gli audiovideo (57,8%) seguita dalla musica con il 18% – ha detto Giorgio Greppi di Agcom – Quest’ultimo fenomeno è però in forte calo grazie al successo dell’offerta legale di contenuti. È interessante rilevare che l’audio advertising nella musica è in fase di forte sviluppo e lo sarà anche in futuro”.

D’altronde, un internet user italiano su tre ascolta musica e, di questi, il 14% lo fa a pagamento. L’ascoltatore medio è molto attento al rapporto qualità/prezzo e alla facilità di fruizione e ampiezza dell’offerta.

 

Nel futuro AI e blockchain

Quali potrebbero essere gli sviluppi futuri per il settore? C’è una potenzialità di crescita del mercato legato allo streaming, ai prodotti e allo standard utilizzato. Nei prossimi anni ci sarà una sempre maggiore importanza dei contenuti musicali creati dagli utenti e diffusi online.

“Cresceranno anche i podcast come contenuti complementari all’offerta musicale di un artista – ha concluso Greppi – Molto importanti saranno anche live streaming e smart object. La tecnologia potrà aiutare la musica tramite l’intelligenza artificiale, la realtà aumentata e la blockchain”.

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