18 Mag 2021

Netcomm Forum 2021, verso un futuro più interconnesso e sostenibile

Seconda giornata del Netcomm Forum 2021, con al centro del dibattito una serie di temi anticipati in apertura da Roberto Liscia, presidente di Netcomm. “Il lockdown ha accelerato la digitalizzazione e modificato le abitudini d’acquisto di molte persone, come è già stato detto in molte occasioni – ha detto Liscia – La vera novità sono due temi entrati nell’agenda di tutti: la sostenibilità e la necessità di tradurre il digitale in chiave umana. Molto importante è anche il concetto di connessione: secondo alcuni studiosi, il 30% dell’economia mondiale nei prossimi anni girerà intorno al modello a piattaforma”.

 

Obiettivo digital human enterpris

Emanuela Prandelli ha sottolineato che la forma più avanzata digitale a cui si può aspirare oggi è la componente umana. “Il digitale non è un ulteriore canale da aggiungere al mondo fisico, né un’altra catena di valore che si affianca – ha detto – Le tecnologie oggi attivano una nuova organizzazione, è nata una rete dal valore virtuale parallela alla rete del valore fisico. In azienda il nuovo passo è arrivare a una digital human enterprise, che deve essere una perfetta sintesi”.

In quest’ottica, la componente umana diventa sempre più importante per innescare i processi. Ci sono poi gli aspetti etici, che devono necessariamente essere valutati dalle persone.

L’impresa digitale non ha più al centro i prodotti e i servizi venduti, ma i clienti. E all’interno delle aziende tutti dovranno familiarizzare con le logiche della user experience e della customer experience.

“Questa idea impone una crescente e rinnovata conoscenza – ha concluso Emanuela Prandelli – Tutto questo crea cambiamenti dei processi di creazione del valore. Omnicommerce, collaborative innovation e integrated customer relationship management sono i nuovi frame dinamici da costruire per consolidare una diversa logica di produzione del valore”.

 

È nata la Generazione T

Adriano Accardo ha raccontato l’esperienza di Tik Tok e ha evidenziato che durante il lockdown le diverse generazioni hanno capito di avere molto in comune. È quindi tempo di pensare in una logica mindset-first.

“Oggi possiamo dire sia nata la Generazione T, dove questa lettera sta per toghetherless – ha detto Accardo – Gli elementi demografici scompaiono e si scopre tutto quello che si condivide basato su quattro concetti”. Ecco quali:

  • intrattenere. Tre persone su quattro entrano in Tik Tok per intrattenimento e quando lo fanno sono più aperte. La regola che le aziende devono seguire è be-entertraining ed essere sempre sé stessi in modo autentico;
  • Tre utenti su quattro di Tik Tok si sentono a loro agio se possono esprimersi sulla piattaforma e questo a prescindere dall’età. In questo modo, si creano anche nuovi trend. Su Tik Tok le risposte a contenuti brandizzati sono positive all’83%;
  • Il 60% delle persone avverte in Tik Tok un senso di community e il 14% si sente più felice dopo avere usato il social;
  • scoprire. Uno stimolo consiste nello scoprire nuove tendenze e prodotti. Il 68% delle persone ha deciso di cercare maggiori informazioni su prodotti scoperti su Tik Tok e, tra questi, il 69% ha poi concluso acquisti spontanei.

“I modi di pensare sono più importanti dei caratteri demografici, che sono ormai obsoleti – ha concluso Accardo – Il consiglio alle aziende è di intrattenere i clienti, incoraggiare la loro partecipazione, sollevare il morale e offrire sempre qualcosa da scoprire”.

 

L’esperienza della consegna

Gabriele Cappellini di Poste Italiane ha parlato di innovazione e sostenibilità nei servizi di delivery. “Nella nuova omnicanalità ci sono nuove esigenze e comportamenti d’acquisto – ha detto – Anche la consegna di un pacco è un momento fondamentale nell’esperienza d’acquisto online e c’è un’esigenza di personalizzazione che può riguardare, ad esempio, l’ora o un punto di recapito alternativo. Sempre più attenzione viene inoltre dedicata alla sostenibilità del packaging”.

 

La piattaforma crea valore

Benoit Reilleter, autore di “Platforms Strategy”, ha spiegato che una piattaforma crea valore perché connette le persone e permette le transazioni. Si può trattare di marketplace, social platform o piattaforma di pagamento.

“Dalla rivoluzione industriale il modello di business tradizionale ha seguito un modello lineare – ha detto – Oggi, però, le principali aziende mondiali sono basate su piattaforme, basti pensare a Google, Amazon, Facebook. E il cliente si muove in base a concetti quali selezione, convenienza, valore e fiducia. Di tutti questi aspetti, a cominciare dall’importanza delle piattaforme, ciascuno deve tenere conto nello sviluppo del proprio business”.