11 Mar 2021

L’innovazione digitale non va in lockdown

L’innovazione digitale non va in lockdown, spetta alle imprese cogliere l’effetto startup. È questo il messaggio lanciato dal Politecnico di Milano in occasione di un Webinar.

 

La Big Bang Disruption

“Già prima del lockdown eravamo nel mezzo della quarta rivoluzione industriale, che ha creato una Big Bang Disruption – ha detto Andrea Rangone del Politecnico di Milano – L’antidoto alla disruption è rappresentato da una trasformazione digitale cavalcata in modo proattivo e dall’innovazione aziendale. Ora anche la pandemia è diventata una disruption. Se lasciamo da parte per un momento le grandi tragedie che ha causato, si può rilevare che ha evidenziato una risposta potente, resiliente e imprenditoriale”.

Rangone ha poi cercato un’analogia con l’equazione di Einstein E = mc2 che stabilisce la relazione tra l’energia e la massa di un sistema fisico. La lettera E indica l’energia totale relativistica di un corpo, m la sua massa relativistica e c la costante velocità della luce nel vuoto.

In questo caso E starebbe invece per energia della trasformazione digitale e imprenditoriale, m per propensione al cambiamento e c per velocità al cambiamento.

 

La reazione delle startup

Alessandra Luksch del Politecnico di Milano ha presentato i risultati di una survey condotta tra 256 startup italiane. È emerso che con la pandemia il 38% ha ridotto le attività, il 44% ha accelerato lo sviluppo di prodotti/servizi e ha ottenuto maggiore visibilità sul mercato, mentre il 46% ha ottenuto nuovi clienti e ampliato il proprio network.

“Le startup hanno nel Dna la capacità di reagire velocemente al cambiamento – ha spiegato Alessandra Luksch – Il 63% ha avviato iniziative per fronteggiare l’energia, il 30% ha modificato il proprio livello di business, il 28% ha ampliato il proprio organico o acquisito competenze, il 42% ha dato o ricevuto stimolo per nuove collaborazioni”.

Come si sono comportate in questo periodo le grandi imprese? Il 51% ha riscontrato maggiore spinta all’innovazione digitale da parte del Top Management, il 34% si è orientato maggiormente all’open innovation e il 22% ha avviato delle collaborazioni con le startup.

 

I tre insegnamenti per le grandi imprese

Le grandi aziende devono trarre tre insegnamenti dalle startup:

  • pivoting (come i pivot del basket bisogna saper cambiare strategia rapidamente, quando è necessario);
  • multidisciplinarietà (bisogna conoscere diverse discipline e non tutto può essere gestito all’interno dell’azienda);
  • ecosistema (occorre crearsi il proprio);
  • attenzione a R & D, che crea anche occupazione.

“Le grandi aziende devono cogliere l’effetto startup”, ha concluso Alessandra Luksch.

 

L’impatto della pandemia sui budget per l’innovazione digitale

Qual è stato l’impatto della pandemia sul budget che le imprese avevano dedicato all’innovazione digitale? Mariano Corso del Politecnico di Milano ha risposto che nel 2020 il 53% ha mantenuto invariato il budget, il 24% lo ha diminuito e il 23% lo ha aumentato.

“Nonostante la pandemia, nel 2021 stimiamo una crescita della spesa digitale dello 0,9% – ha spiegato Corso – Questo riguarda soprattutto aziende grandi (+1,8%), grandissime (+1,1%) e medie (+1,1%), mentre le piccole registreranno un calo dell’1,4%”.

Come cambiano le priorità di investimento? “Le Pmi investiranno soprattutto sulle tecnologie per favorire lo smart working, sull’information security e sul cloud – ha concluso Corso – I maggiori stimoli arriveranno dal commitment del Top Management”.