06 Feb 2020

L’innovazione digitale è il changemaker del secolo

Innovazione digitale, crescita e trasformazione: sono state queste le parole d’ordine del convegno “Digitale per crescere”, che Take ha seguito nella sede del Sole 24 Ore a Milano. Un evento da cui sono emersi spunti interessanti anche per il mondo della comunicazione, in cui il digitale svolge un ruolo sempre più importante.

Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, ha ricordato che in Italia il 20% delle aziende sono innovative, il 60% è in transizione e il 20% è da considerare marginale. “Queste ultime le perderemo, mentre bisogna stimolare il 60% e favorire la digitalizzazione”, ha detto.

“Da nicchia tecnologica il digitale è diventato strategico in tutti i settori – ha spiegato Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform, l’associazione di Confindustria che ha organizzato l’evento – Possiamo affermare che l’innovazione digitale è il changemaker del secolo”.

 

Innovazione digitale: più lavoro, ma attenzione agli ostacoli

Gay ha sottolineato che, grazie all’innovazione digitale, nascono nuove imprese e si crea occupazione. Basti pensare che da qui al 2021 si stima una crescita a doppia cifra di tutte le componenti più innovative. Ma bisogna rimuovere alcuni ostacoli:

  • la disparità territoriale negli investimenti tecnologici;
  • l’insufficienza di talenti e competenze tecnologiche;
  • la limitata propensione al rischio e alla ricerca.

“Il gap tra il settore digitale e l’economia generale è molto forte – ha proseguito Gay – Dall’innovazione possono arrivare molte risposte per migliorare la competitività del Paese”.

Gay ha ricordato che nell’Ict le imprese faticano a reperire alcune competenze tecnologiche. In questo settore si trova lavoro, ma bisogna adeguarsi alle richieste del mercato. Occorre quindi investire in formazione.

 

Rapporto Anitec-Assinform: cresce chi innova

Giancarlo Capitani, presidente di NetConsulting cube, ha presentato i risultati del Rapporto Anitec-Assinform 2019. Quest’anno il mercato digitale ha raggiunto un valore di 72,2 miliardi di euro, con una crescita del 2,5% rispetto all’anno scorso. E da qui al 2021 si assisterà a un’ulteriore accelerazione, con un tasso di incremento medio del 2,8%.

“Il Cloud sta diventando il baricentro attorno a cui crescono altri comparti del mercato ed esiste anche un potere pervasivo dell’intelligenza artificiale – ha commentato Capitani – Bisogna utilizzare la digitalizzazione della pubblica amministrazione come strumento di innovazione del paese e il 5G come piattaforma abilitante per la trasformazione delle imprese, soprattutto le piccole, che sono più in ritardo”.

Secondo Capitani, in Italia è inoltre necessario sostenere la crescita delle startup, delle Fintech e fare aumentare la consapevolezza che cresce chi innova”.

Davide D’Atri, fondatore e Ceo di Soundreef, ha ricordato come la sua società sia riuscita ad abbattere il monopolio della Siae nel settore del diritto d’autore e, per farlo, ha vinto vari procedimenti anche contro l’antitrust. Oggi Soundreef può contare su 37mila autori, pari al 7-8% del market share.

“Il diritto d’autore vale cinque miliardi di euro e solo in Italia 650 milioni, pari a un terzo del valore negli Usa – ha spiegato D’Atri – Per capire il valore del settore basti pensare che mentre negli anni scorsi l’industria cinematografica crollava, questo comparto, in cui la tecnologia è ormai tutto, continuava a crescere a doppia cifra”.

 

L’Ict fa crescere il Pil

Cesare Avena, presidente di Confindustria, ha evidenziato che quando in Italia è cresciuta la spesa in Ict il Pil è cresciuto, mentre quando la spesa in Ict si è stabilizzata anche la crescita del Pil si è fermata. Su questo bisognerebbe fare una riflessione, ma nel digitale è necessaria una politica di continuità a livello centrale.