24 Lug 2020

Le dieci priorità d’azione per gli operatori del turismo

Uno dei settori più colpiti dalla pandemia è stato il turismo, un comparto che nel nostro Paese ha un ruolo fondamentale. Il bilancio finale potrebbe essere molto pesante, tanto che in Italia due hotel o ristoranti su tre rischiano di chiudere entro l’anno, con la conseguente perdita di circa un milione di posti di lavoro.

In occasione dell’evento “Italia 2021 – Competenze per riavviare il futuro“, PwC Italia ha lanciato le sue proposte per fronteggiare questa situazione. In particolare, durante l’evento è stato sottolineato che il digitale è lo strumento in grado di offrire ai turisti un’esperienza più completa e che è indispensabile investire nei collegamenti infrastrutturali principali per permettere di usufruire al meglio dell’offerta turistica.

 

Dieci proposte per fare ripartire il settore 

PwC Italia ha presentato un decalogo di azioni prioritarie che gli operatori del turismo dovrebbero seguire per fronteggiare il periodo di difficoltà.

1) Aumentare la resilienza dei modelli di business: un’evoluzione possibile è l’introduzione nelle imprese turistiche e dei trasporti di modelli adattivi basati sul rischio per la salvaguardia della salute e della sicurezza degli ospiti in caso di eventi pandemici o di calamità. Questi consentirebbero alle strutture e al Paese di reagire prontamente al verificarsi di situazioni emergenziali, preservando il più possibile i flussi turistici.

2) Dedicare incentivi adeguati al settore: è necessario assicurarsi che il livello degli incentivi dedicati all’ospitalità sia proporzionale rispetto al danno subito dal settore a seguito della pandemia e a quanto erogato da altri Paesi, per preservare la competitività. Misure a sostegno dell’equilibrio finanziario e dell’occupazione, da considerarsi non solo sotto il profilo assistenziale, ma anche in un’ottica espansiva.

3) Fare leva sulla digitalizzazione per un’esperienza di viaggio sempre più personalizzata: è prioritario potenziare l’utilizzo della tecnologia digitale per far vivere al turista la meta da remoto prima della scelta di viaggio, supportandolo poi nella scelta delle attività offerte dalla destinazione. Questo consente la definizione di un viaggio su misura in base ai propri interessi e gusti personali.

 4) Ampliare e riqualificare l’offerta turistica: la pandemia ha spostato la domanda turistica verso località naturali o borghi storici precedentemente meno frequentati o noti. Bisogna cogliere questo trend per potenziarne la capacità ricettiva, accelerandone il consolidamento come mete turistiche da frequentare in una logica di medio lungo termine; valorizzare il patrimonio culturale e ricettivo esistente anche attraverso la destinazione ad uso turistico di beni immobiliari di valore storico e artistico, con l’affidamento in concessione e il restauro conservativo di quelli esistenti magari con l’impiego di forme incentivanti analoghe a quelle applicate nell’ambito delle ristrutturazioni dei privati. Infine, a causa del lockdown la gestione delle cancellazioni è divenuto un argomento chiave nel rapporto con il cliente. Sarà importante definire regole di cancellazione che risultino chiare e attrattive per i clienti così da facilitare la scelta di viaggio.

5) Interventi infrastrutturali e di trasporto per facilitare la mobilità e l’accessibilità turistica: investire nei collegamenti infrastrutturali chiave, potenziando la rete autostradale, i treni ad alta velocità, gli aeroporti turistici minori e la logistica intermodale per le città d’arte.

6) Investire nel digital upskilling e nella formazione professionale: potenziare la formazione degli operatori dell’ospitalità, perché possano cogliere appieno il potenziale offerto al settore dalle nuove tecnologie, in termini di data analytics, profiling e utilizzo di nuove forme di comunicazione. È fondamentale anche la riqualificazione dell’offerta e del piano di studio di scuole, università e master del settore, per sviluppare il turismo sia nel breve che nel medio-lungo termine.

 7) Superare la frammentazione del settore: è importante superare le barriere che sono di ostacolo alle imprese medio piccole, come la capacità di realizzare investimenti ad alto impatto in marketing e comunicazione. Serve inoltre evidenziare la necessità di integrare al sistema turismo le numerose micro-strutture extra-alberghiere, per rendere l’offerta sinergica e coerente anche in termini di customer experience. È quindi prioritario favorire l’integrazione fra imprese, attraverso club di prodotto, distretti, modelli reticolari e forme aggregative analoghe per condividere investimenti e competenze specialistiche.

8) Accelerare la definizione di un’offerta turistica sostenibile: utilizzare il maggiore interesse dei consumatori verso il turismo sostenibile anche a causa del Covid-19 per accelerare la trasformazione dell’offerta turistica da dedicare al turismo attivo, a quello enogastronomico e ai luoghi della biodiversità, favorendo la distribuzione delle visite anche nelle mete meno consolidate, con benefici occupazionali e in termini di maggior tempo di permanenza nel nostro Paese.

 9) Rendere più efficace la comunicazione delle attrazioni e del brand Italia: La sovrabbondanza di informazioni rischia di rendere più difficile e defocalizzato il processo di ispirazione del turista nella scelta della destinazione. È necessario canalizzare il flusso informativo di promozione delle attrazione e del brand Italia attraverso un ecosistema digitale integrato e interconnesso fra operatori.

10) Cogliere il potenziale delle tecnologie digitali: per il futuro è importante accelerare gli investimenti in soluzioni di self check in/out o di dynamic offering e pricing, applicati anche alle visite culturali. Per rispondere a questa esigenza – un investimento nella competitività del settore – una parte di tali soluzioni dovrebbero essere integrate fra operatori ed enti istituzionali.

 

Più digitale, più turismo

“Il digitale sta giocando un ruolo fondamentale nella fase pandemica e del rilancio, soprattutto nell’ambito della comunicazione turistica: numerose destinazioni hanno introdotto tour virtuali e video immersivi per guidare i turisti nella scelta della destinazione – ha dichiarato Stefano Bravo, Partner PwC Italia e Consumer Markets Leader – Ci sono stati casi in cui sono creati veri e propri ecosistemi digitali su base territoriale, che raccolgono e sintetizzano l’intera offerta di un territorio, risolvendo il problema della ridondanza informativa del web. Tali iniziative, se estese e integrate in una logica di sistema Paese aiuteranno a superare i limiti derivanti dalla frammentazione del nostro sistema ricettivo”.