08 Apr 2020

Internet of Things: un mercato da 6,2 miliardi di euro (+24%)

Nel 2019, il valore del mercato dell’Internet of Things è stato di 6,2 miliardi di euro contro i 5 miliardi dell’anno scorso, con una crescita del 24%. È quanto emerso in occasione del convegno “Internet of Things: l’innovazione parte da qui” organizzato dal Politecnico di Milano, che Take ha seguito ieri in collegamento streaming.

A incidere sull’incremento sono state soprattutto le applicazioni via smartphone (3,2 miliardi di euro), le altre tecnologie di comunicazione (3 miliardi) e i servizi abilitati dagli oggetti connessi (2,3 miliardi).

 

I servizi incidono sui modelli di business tradizionali

“Oggi è il business a guidare l’innovazione e ben il 37% del mercato IoT è legato ai servizi – ha spiegato Giulio Salvadori, direttore dell’Osservatorio Internet of Things – Proprio in questi giorni difficili verifichiamo l’utilità di servizi come Smart Health (teleassistenza ad anziani e malati in casa), Smart Delivery (veicoli a guida autonoma per consegnare pacchi senza diffusione del contagio) e Smart Office (servizi di sorveglianza con centrali operative per uffici e magazzini). Via via si assiste a un processo in cui i servizi incidono sempre di più sui modelli di business tradizionali”.

In questo contesto, Salvadori ha ricordato anche l’importanza dei dati. Il mercato dei dati IoT a livello mondiale vale 30 miliardi di euro. I dati possono essere utilizzati in vari contesti: ci sono società che creano pubblicità mirate in base al comportamento degli utenti e creano innovazioni in tempo reale sull’efficacia delle promozioni e sul livello delle scorte. Altre si occupano di trasformare taxi e altri mezzi di trasporto in cartelloni pubblicitari in movimento. Con Gps e algoritmi di AI tengono traccia di chi osserva la pubblicità per fare re-targeting sui canali social.

In Italia, il 57% dei consumatori attribuisce ai dati un valore fondamentale o importante, contro il 47% dei francesi.

 

Dalle auto connesse ai contatori smart

Tra i settori, a incidere maggiormente sono le auto connesse (1,2 miliardi di euro, con una crescita del 14%) e i contatori smart, che valgono 1,7 miliardi con un incremento del 19%. In quest’ultimo caso, a favorire la crescita sono state anche le disposizioni legislative che in Italia l’anno scorso hanno obbligato a installare 3,2 milioni di contatori smart gas e 5,7 milioni di smart meter elettrici.

In crescita del 40% sono anche la Smart Home (530 milioni di euro) – grazie soprattutto agli Smart Speaker – e la Smart Factory (350 milioni), mentre la Smart City ha registrato un incremento del 32% fino ad arrivare a 520 milioni.

“In questo periodo si assiste a un’evoluzione dei diversi ambiti applicativi, ad esempio per quanto riguarda le Smart Car – ha detto Angela Tumino, direttore dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano – Nell’ambito della Smart Home si registra anche un’evoluzione dal punto di vista della conoscenza del consumatore. In prospettiva futura sono tanti i contesti in cui l’IoT può portare valori”.

 

Smart Connected Product nella quarta rivoluzione industriale

Secondo Giovanni Miragliotta, responsabile Scientifico dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, stiamo vivendo la quarta rivoluzione industriale e, in questo contesto, è importante lo Smart Connected Product, che nasce dalla connessione tra i diversi sistemi.

“Il prodotto intelligente connesso è la chiave per assumere un nuovo ruolo nello scenario competitivo in evoluzione – ha spiegato Miragliotta – Il paradigma del Smart Connected Product riscrive i confini della competizione, ma anche nei settori cardine del Made in Italy sono ancora pochi i leader di sistemi”.