16 Apr 2020

Innovative payments: diventeranno un’esigenza sociale

Nel mondo che uscirà dall’emergenza coronavirus gli innovative payments non saranno più solo un’opportunità di business, ma un’esigenza sociale. È questo uno dei messaggi emersi dal convegno “Innovative payments: collaborare paga”, che Take ha seguito ieri in collegamento streaming con il Politecnico di Milano.

 

Il futuro dei pagamenti: le soluzioni più innovative

Nel 2019, il transato di pagamenti digitali in Italia è stato di 270 miliardi di euro, con una crescita dell’11% rispetto all’anno precedente. Un dato importante, che però è ancora solo il 29% del totale della spesa degli italiani.

“Il numero di transazioni in un anno è stato di cinque miliardi, pari a 65 pro capite – ha spiegato Valeria Portale dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano – È un dato cresciuto in anno del 16%, ma l’Italia è ancora lontana da paesi come Danimarca, dove si arriva a 364, o Svezia, pari a 349”.

Su cosa bisogna lavorare? Occorre valorizzare:

  • contacless payment, con un transato pari a 63 miliardi di euro. Oggi 80 milioni di carte sono abilitate alla funzione e lo scontrino medio è di 42 euro;
  • e-commerce (18,3 miliardi di euro);
  • sistemi di pagamento molto innovativi (3,1 miliardi di euro) come wearable payment, smart objects payment, mobile payment, device-free payment.

Durante la tavola rotonda è stato sottolineato che, in questo periodo di emergenza, i consumatori si adattano meglio del previsto alla necessità e usano in modo crescente l’e-commerce. Bisogna però migliorare la scalabilità delle piattaforme, che in alcuni casi si sono rivelate inadeguate alla situazione, pur se eccezionale.

L’anno scorso il transato del mobile payment in negozio è stato “solo” di 1,83 miliardi di euro, ma è significativo rilevare la crescita esponenziale: +244%, con uno scontrino medio di 31 euro.

Il mobile payment fuori dal negozio ha raggiunto un valore di 1,24 miliardi di euro e ha riguardato soprattutto la ricarica del cellulare e il pagamento delle bollette. Tra i driver di utilizzo prevale la possibilità di risparmiare tempo (44%), mentre la principale barriera è l’abitudine a usare altri strumenti (36%).

 

Acquistare con uno smart object

Ivano Alvaro del Politecnico di Milano si è soffermato sulle innovazioni di frontiera come il wearable payment, che l’anno scorso ha registrato transazioni per 70 milioni di euro.

Oggi il 67% degli italiani possiede uno smart object (ad esempio, smart tv, smart speaker). Tra questi, il 63% utilizzerebbe in futuro oggetti intelligenti per i pagamenti e il 7% dichiara di fare già acquisti online tramite smart speaker, mentre uno su quattro vorrebbe poterlo fare.

“Gli scenari futuri sono molto interessanti – ha concluso Alvaro – Si potrà infatti pagare con l’impronta digitale, la lettura dell’iride e addirittura la semplice presenza fisica. Sono infatti allo studio sistemi che consentiranno di pagare la spesa senza fare altro che uscire dal supermercato”.

Matteo Risi del Politecnico di Milano ha presentato i risultati di un’analisi svolta su 2.000 persone con Kantar, da cui è emerso che il 13% dei consumatori possono essere considerati tech leader e il 39% classic payer. Gli altri si suddividono tra cash lover e mobile user.

Secondo Risi, i tech leader sono già pronti ai sistemi di pagamento più innovativi, ma anche i classic payer sono potenzialmente predisposti a queste novità.