24 Giu 2020

Il digitale leva per ripartire

Il digitale, che è stato fondamentale in questi ultimi mesi per resistere, è anche la leva per ripartire. È quanto emerge dall’ultimo Rapporto sul digitale Anitec-Assinform, l’associazione di settore che aderisce a Confindustria.

 

Visioni politiche adeguate necessarie

“Sino a tre mesi fa contavamo di presentare un andamento complessivo del mercato digitale italiano sostanzialmente in linea con le previsioni. In crescita del 2,1% per il 2019, e atteso crescere anche di un punto in più nel 2020, a conferma di un moderato progresso nella digitalizzazione di imprese, amministrazioni pubbliche e famiglie – dichiara Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform – Poi è arrivata l’emergenza sanitaria a stravolgere tutto, con la prospettiva di un Pil 2020 in calo di un pesantissimo 8-9%. Il mercato dell’ICT nel 2020 limiterà il calo al 3,1% per recuperare nel 2021, per la capacità del digitale di dare ossigeno all’economia nelle fasi più difficili, la sua anti-ciclicità e la sua vocazione a sostenere una ripartenza che sarà lunga. Sono aspetti che invocano visioni e politiche adeguate per il digitale, e soprattutto concretezza, anche in vista del sostegno dell’Europa”.

L’anno scorso il mercato digitale italiano ha registrato un incremento del 2,1% ed è arrivato a un valore di 71,9 miliardi di euro.

 

Investire in eccellenze per creare valore

“Il 2019 non va dimenticato – ha proseguito Gay – Ci ha consegnato un Paese ancora in ritardo nell’innovazione digitale, ma pur sempre in progresso e con una dotazione di sistemi, reti e servizi che ha permesso di attenuare gli effetti del lockdown”.

Cosa fare ora? “La ripartenza sarà solo un fuoco di paglia fondato sul debito se l’aiuto emergenziale non lascerà progressivamente spazio a una politica di ricostruzione fondata sull’investimento in eccellenze produttive e di servizio, capaci di creare valore”, ha concluso Gay.