20 Nov 2020

Creatività e dati: cosa fare?

Qual è il rapporto tra creatività e dati? Se ne è parlato a IF! 2020, il Festival della creatività che si è svolto nei giorni scorsi online.

Secondo Gaetano Polignano di Jollyfish ci sono contatti, ma anche un misunderstanding di fondo, come se fossero due cose incompatibili. “In realtà non si può ignorare il dato – ha detto – Non c’è ancora un matrimonio, ma ci si arriverà. I dati sono esperienza aumentata che possono essere al servizio della creatività, quindi devono essere utilizzati. Possono anche essere predittivi quando vengono usati gli algoritmi”.

 

Le migliori idee vengono in metropolitana

Di parere diverso è Sergio Rodriguez di Wpp, che ha detto di avere un rapporto conflittuale con i dati. “Guardano al passato e come creativo ritengo non si debba pensare troppo ai dati – ha spiegato – Il rischio è di non avere il coraggio di intraprendere strade nuove. Come consumatore sono però riconoscente ai dati. Chiedo: è giusto predire in modo matematico delle scelte che spesso sono irrazionali, creative? Bisognerebbe inserire nei numeri il lato umano, l’anomalia, che nell’algorimo non c’è. Il rischio è di ‘pensare troppo’, mentre la spontaneità è importante. Per fare un esempio, i Ramones decisero di registrare il loro primo disco in una settimana, e fecero bene”.

Secondo Rodriguez è più importante osservare la gente: le migliori idee vengono in metropolitana. Ma in futuro sarà importante anche il machine learning.