13 Dic 2019

Competenza digitale pervasiva, ma bisogna educare i cittadini

“Oggi la competenza digitale è pervasiva, ma occorre consapevolezza nell’uso dei nuovi strumenti tecnologici”. È questo il messaggio lanciato oggi da Luca Attias (commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale) in occasione del convegno “Italia digitale: la ‘macchina’ è pronta a correre?”, che si è svolto al Politecnico di Milano.

Attias ha fatto un bilancio del percorso di creazione del sistema operativo del Paese. “La continuità è un fattore determinante ai fini della digitalizzazione del settore pubblico – ha detto Attias – Negli ultimi in Italia sono stati fatti passi importanti, come la nascita di un Dipartimento per l’attuazione dell’Agenda Digitale e la creazione di una new-co dedicata”.

Secondo Attias, il digitale è fondamentale, ma bisogna continuare a sviluppare anche le competenze tradizionali, che vanno contestualizzate. Occorre inoltre fare uno sforzo maggiore verso l’educazione digitale perché in Italia i cittadini che usano il digitale per accedere ai servizi della pubblica amministrazione sono il 24,3%, contro una media europea molto maggiore.

 

Educare i cittadini al digitale

Paola Pisano, ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, è intervenuta con un video in cui ha detto che bisogna adottare soluzioni in grado di accelerare lo switch-off tra servizi analogici e digitali, aumentare i budget destinati all’Ict e coinvolgere nuovi attori.

Francesco Tortorelli, direttore vicario dell’Agenzia per l’Italia Digitale, ha spiegato il ruolo dell’Agid per guidare il percorso di trasformazione digitale della pubblica amministrazione e condividere i programmi di innovazione con le imprese. Molto importante è anche il ruolo di educazione digitale dei cittadini.

“Questo aspetto è fondamentale – ha detto Tortorelli – Per fare un esempio, è stato creato il fascicolo sanitario elettronico, ma l’utilizzo da parte dei cittadini è ancora basso”.

 

Migliorano connettività e servizi pubblici digitali

Qual è oggi lo stato dell’arte della “macchina” digitale italiana? Luca Gastaldi, direttore dell’Osservatorio Agenda Digitale, ha ricordato che l’Italia è sempre quart’ultima in Europa nel Desi (Digital Economy and Society Index).

“Bisogna saper però interpretare questa classifica – ha precisato Gastaldi – Nelle aree connettività e servizi pubblici digitali il nostro Paese ha registrato i migliori progressi. Il gap con la media europea è invece dovuto alle aree capitale umano e uso di Internet”.

E a livello regionale? A primeggiare è la Lombardia, seguita da Lazio ed Emilia- Romagna. I fanalini di coda sono Abruzzo, Molise e Calabria. “Anche la Lombardia è però sotto la media europea e questo deve fare riflettere su quanto ci sia ancora da fare”, ha concluso Gastaldi.

Per quanto riguarda le regioni, nell’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano si legge che “Dal 2014 al 2020 le regioni hanno a disposizione circa 1,1 miliardi di euro per attuare le loro agende digitali. A fine 2018, il 34% di tali risorse è stato vincolato e il 16% effettivamente speso. La Sardegna è la regione che ha speso maggiormente (62%) le risorse a sua disposizione”.

Complessivamente, “L’Italia nel 2018 era allineata al resto d’Europa relativamente agli sforzi fatti per potenziare le sue infrastrutture e per digitalizzare le sue PA. Risultano ancora insufficienti le azioni per rendere più digitali i cittadini e le imprese italiane. I risultati ottenuti sono sensibilmente sotto la media europea”.