21 Mag 2020

Come gestire la ripartenza post-lockdown

Come affrontare la fase 2 dell’emergenza Covid-19, quella della ripartenza post-lockdown, con strumenti adeguati? Come tornare a essere sulla cresta dell’onda, senza rischiare di essere sommersi dal calo del Pil e della fiducia nel Paese? Alcune risposte sono arrivate da un Webinar organizzato da Innext, società di consulenza aziendale e strategica.

 

Le regole da seguire durante e dopo la crisi

Federico Scotton di Innext ha spiegato che gli strumenti da usare in questa fase possono essere raggruppati in tre gruppi:

  1. toolkit per la gestione della crisi e della strategia post-crisi;
  2. monitoring informativo e legislativo;
  3. gestione, motivazione e performance del team diffuso.

Per quanto riguarda la prima voce, bisogna partire da un’analisi delle aree aziendali prioritarie per identificare gli aspetti più critici e le raccomandazioni da mettere in campo.

“Occorre pensare a un piano organico degli interventi prioritari per la continuità aziendale e la messa in sicurezza delle aree critiche – ha spiegato Scotton – Il piano strategico post-crisi deve prevedere la creazione o revisione di un piano strategico che guardi allo scenario a medio termine e prepari l’azienda al contesto mutato per cogliere nuove opportunità”.

Il secondo punto deve prevedere l’erogazione di webinar per consentire di conoscere quello che avviene nel sistema Paese e il conseguente impatto economico. È importante il continuo monitoraggio delle decisioni governative e dei vari enti convolti nella gestione dell’emergenza, dei governi esteri e dell’Unione Europea per recepire le iniziative e capire i loro impatti sulle diverse filiere e sulle singole aziende.

 

People management ed engagement

Il terzo punto dovrà comprendere momenti di formazione indirizzati alle persone chiave all’interno dell’organizzazione su aspetti quali:

  • gestione dei collaboratori a distanza;
  • leadership e comunicazione efficace;
  • mantenimento del senso di appartenenza per ridurre l’ansia;
  • engagement delle proprie risorse;
  • metodi e strategie per rendere produttive le modalità di lavoro in smart working.

 

Evitare l’appiattimento con creatività e originalità

 Tutto questo vale in linea generale. Ma come reagisce il mondo della comunicazione all’emergenza Covid-19? Alla domanda ha dato una serie di risposte Emanuele Nenna, presidente di Una-Aziende della comunicazione unite, in un Webinar organizzato da Ciaopeople.

 

L’ironia, una strada coraggiosa

“Ci stiamo sforzando tutti di trovare qualcosa di buono in una situazione molto difficile – ha detto Nenna – In questi giorni ho analizzato alcuni spot americani e ho notato che quasi tutti hanno la stessa struttura narrativa, basata su aspetti come stare a casa, la famiglia. Si cerca di toccare la corda emotiva delle persone in modo rassicurante, senza mostrarsi troppo ottimisti. Tutto questo ha però portato a un’eccessiva uniformità, con le eccezioni del caso”.

Tra quest’ultime Nenna ha portato come esempi Nike, che ha saputo differenziarsi in modo coerente con il brand, e Burger King, che ha usato con coraggio l’ironia in una situazione difficile. L’idea è stata tramutare le persone sdraiate su un divano in una specie di eroi, che sostengono l’American Nurses Foundation.

Anche in Italia ci può essere spazio per l’uso dell’ironia in questo periodo, ma bisogna saperlo fare davvero bene, è indispensabile trovare il modo giusto per essere leggeri.

 

Il brand si mostra utile  

Un altro filone interessante è stato quello dei brand che hanno deciso di mostrarsi utili in questo momento di difficoltà. Sempre Burger King ha avuto l’idea di stimolare lo studio dei ragazzi a casa, offrendo dei codici premio a chi riusciva a risolvere problemi matematici.

Lonely Planet, casa editrice di guide turistiche, ha realizzato una guida di 267 pagine per viaggiare da casa con video, musica e film. In questo modo si è posizionata bene, grazie a un’idea brillante e di qualità.

Qualcuno ha poi fatto di necessità virtù: Honda, ad esempio, ha realizzato “in casa” uno spot con il modellino di un’automobile.

E i brand che rimangono in silenzio? “Può essere anche questa una scelta, se il silenzio è comunicato – ha risposto Nenna – Ci sono aziende che hanno informato di aver devoluto i loro investimenti per sostenere l’attività sanitaria, ma bisogna valutare queste scelte caso per caso”.

 

L’impatto sugli eventi

L’emergenza Covid-19 ha avuto un inevitabile impatto anche sugli eventi della comunicazione a cominciare dal Festival di Cannes, che è stato annullato. “Per quanto riguarda IF! noi abbiamo invece deciso di farlo, anche se in un modo molto diverso dal solito – ha spiegato Nenna – Cerchiamo di vedere questa situazione di difficoltà come un’opportunità per ripensare la formula”.

 

Pronti per la ripresa

Quali saranno i prossimi insight per il mondo della comunicazione? “Con la ripartenza è prevedibile una fase di ‘retorica delle prime conquiste’ che si fanno uscendo di casa – ha risposto Nenna – Il concetto di fiducia è importante. In ogni caso, è una sfida creativa difficile perché il rischio è sempre quello dell’appiattimento”.

Come distinguersi? “Un’idea può essere quella di lavorare su insight più piccoli, legati alla singola marca o prodotto – ha concluso Nenna – Faccio un esempio: se si circola con la mascherina non si vede il sorriso, ma c’è una rivalutazione dello sguardo. Questa potrebbe essere un’opportunità per brand di occhiali e make-up. Se ci si focalizza su aspetti come questi possono nascere idee interessanti. Anche il concetto di utilità nella ripresa ha un ruolo importante. In ogni caso, questo periodo valorizzerà la professionalità di chi sa essere meno scontato”.