23 Apr 2020

Aziende, come reagire al Covid-19

In questo periodo caratterizzato dall’emergenza Covid-19, il 41% delle aziende italiane dichiara che intende aumentare o mantenere la presenza sui media e una su quattro incrementerà le azioni di marketing. Sono questi alcuni dei dati emersi da un’indagine di Bva Doxa svolta su un campione rappresentativo di 301 imprese.

Dati incoraggianti, che in qualche modo bilanciano le valutazioni più negative di altre aziende: il 49% prevede di diminuire le attività pubblicitarie, il 45% quelle di marketing, il 39% le politiche di sviluppo commerciale e il 33% il lancio di nuovi prodotti e servizio.

È un bilancio con luci e ombre quello dello studio, che testimonia il momento di incertezza che deve affrontare il mondo imprenditoriale, chiamato ad affrontare una situazione nuova e difficile.

Lo conferma il fatto che un’azienda su tre non riesce a fare una valutazione di quale sarà l’impatto sulla domanda di prodotti e servizi dall’estero, anche se il 43% registra già delle indicazioni preoccupanti. Le maggiori preoccupazioni provengono dalle Pmi, con un dato pari al 77%.

 

Smart working, il 90% delle aziende è soddisfatto 

Lo studio sottolinea anche che il 73% delle imprese italiane ha ormai adottato lo smart working a un grande numero di persone, con il dato che sale fino al 90% nel caso delle multinazionali straniere.

In generale, il 90% delle imprese esprime una valutazione positiva dell’efficienza lavorativa creata con il lavoro agile. Due aziende su cinque, soprattutto di settori quali finance, utilities e telecomunicazioni, prevedono di mantenere almeno alcune delle novità organizzative introdotte in questo periodo anche in futuro, una volta superata la fase di emergenza.

 

Covid-19, come crescere nelle avversità

Una situazione di grande difficoltà, come quella causata dall’emergenza Covid-19, può diventare anche un’opportunità per imparare e fare cose nuove. Come? Se ne è discusso nei giorni scorsi in un Inspiring Webinar Breakfast dal titolo “Cogliere la sfida”.

Andrea Rangone, amministratore delegato di Digital360 e docente al Politecnico di Milano, ha raccontato la sua esperienza.

“Al PoliMi l’e-learning c’era già, ma l’emergenza ha portato a un’improvvisa accelerazione, con 45mila studenti che in pochi giorni hanno iniziato a seguire corsi online – ha detto Rangone – Il Politecnico ha inoltre messo a disposizione dei laboratori per testare delle mascherine protettive”.

 

Un’opportunità per conoscere meglio l’azienda e le persone 

Rangone ha poi parlato della sua esperienza come imprenditore di una società di 250 persone e oltre 25 milioni di euro di fatturato. “Lavoriamo in smart working e abbiamo fatto un sondaggio interno per capire la reazione delle persone – ha detto Rangone – Dalle risposte è emerso che per il 40% delle persone il lavoro non è cambiato, mentre il 47% dice che è migliorato”.

Questo anche perché nascono nuove modalità di organizzazione che prima si potevano immaginare, ma sono state scoperte solo con questa forzatura.

“Non avrei mai pensato che una situazione come quella attuale mi avrebbe portato a conoscere meglio la mia azienda e anche le singole persone – ha spiegato Rangone – Osservare i visi dei miei collaboratori in 600 centimetri quadrati mi ha colpito molto anche perché alcuni lavorano in altre città e non li vedo mai. Questa componente umana, relazionale, sarà un valore anche in futuro”.

 

Stress da isolamento: come affrontarlo 

Robert Gohl, professore di etica, ha spiegato come sia importante lo stress causato dalla situazione di questi giorni.

“Esiste lo stress per causa oggettiva e la valutazione dello stress – ha spiegato – Se si considera la quarantena come qualcosa che fa male le conseguenze sono negative. Se invece la si valuta come un’opportunità di crescita lo stress può essere tramutato in qualcosa di positivo. In questo contesto, è importante reagire insieme ad altre persone perché la condivisione di una difficoltà protegge dagli effetti negativi. È molto importante anche riuscire a concentrarsi sui propri impegni nella vita, quelli che si considerano prioritari”.